Family EveryDay

Io al Family Day non ci sono andato per impegni familiari: il sabato e la domenica ci sono le lavatrici da fare, pavimenti da pulire, il Piccolo frequenta un laboratorio musicale, io e la Bestia partecipiamo alla educazione cinofila della SICS (ok secondo Lupi il quadrupede non appartiene alla famiglia, ma noi la viviamo così.. ) Non può mancare il tempo di andare a fare una passeggiata tutti insieme, di fare la spesa, di restare un pochino accoccolati sul divano.

Ci sono persone che conosco e che stimo che ci sono andate, io non credo che una manifestazione di questo tipo aiuti il dialogo, il ddl sulel unioni civili non ho avuto modo/tempo di leggerlo

Noto con interesse che sui mezzi di comunicazione si cerca di amplificare uno scontro che forse esisterà pure, ma riguarda poche menti dall’orizzonte ristretto. Non mi spiego perché il fatto quotidiano parli di condanna da parte della CEI, visto che il comunicato, saggiamente, non prende posizioni contro nulla, non si schiera a favore del Family Day (“finalità condivisibili  e necessarie” ha detto Bagnasco, non esattamente una approvazione del metodo) e riferisce di aver affrontato la questione “all’interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l’Occidente”.

The simpson source: wikia.com Copyright FOXDunque i Vescovi riflettono su un cambiamento culturale ampio che potrebbe rendere irrilevante il concetto di famiglia come la conosciamo oggi. Affermano che la famiglia formata da un uomo e una donna non è affatto da rottamare, magari c’è da riscoprirne il valore.

Ecco anche noi nel nostro piccolo la pensiamo come i Vescovi: siamo convinti che la Famiglia e il Matrimonio (nel nostro caso un sacramento) abbiano un Vangelo da annunciare, una Gioia da condividere, facciamo del nostro meglio per mostrare agli altri che noi siamo felici perché ci amiamo e abbiamo fatto una famiglia secondo il modello più classico e tradizionale, anche se ormai non va più di moda.

E manifestiamo questa Gioia nella cose ordinarie, lavoro, nido, casa, volontariato: ogni giorno è il nostro Family Day.

No, non siamo la famiglia perfetta, e non assomigliamo a nessuna di quelle della TV, rappresentiamo soltanto un pezzo di mondo: senza pretese.

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Le strane indicazioni geografiche di Pontoglio

arneseDa cartografo mi sorprendo sempre a leggere i fantasiosi cartelli che un po’ tutti i sindaci affiggono al confine del territorio comunale. Quello è il posto in cui bisognerebbe comunicare alle persone “stai entrando in un posto diverso da quello in cui stavi prima”, è una materializzazione di una unità amministrativa, una linea invisibile che cambia le cose tra di là e di qua, tra fuori e dentro, una risposta alla domanda dell’automobilista sperduto “dove sono?”. Non ho mai capito perché dovrebbero essere il modo migliore per veicolare un messaggio. Mi sfugge perché questo messaggio debba essere inviato a chi travalica il confine comunale (magari percorrendo la statale con tutt’altra meta) con una infelice confusione tra il codice della strada e la retorica della “piccola patria” (anzi minuscola). Forse la tradizione risale a viandanti medioevali dove effettivamente arrivare in paese significava cercare una sistemazione per la notte o per il futuro. Oggi sarebbe più sensato appendere queste e altre amene informazioni al navigatore GPS.

Riguardo al comune che si autodichiara “a cultura occidentale e profonda tradizione cristiana” ho letto e apprezzato la riflessione di Corlazzoli sul fattoquotidiano.it.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/21/pontoglio-sindaco-mal-educato/2321332/

(immagine di proprietà di MTV)

Velocissimamente

Ohibò, che ingenuo, dopo aver pubblicato un commento su un blog che seguo e stimo da anni in meno di cinque minuti trovo un gonzo che ci sragiona sopra (non lo linko perché evidentemente farei il suo gioco) e da una parte o dall’altra mi piovono qui visitatori mentre io sono appena tornato e c’ho ancora tutti i post in disordine….

C’è da dire che il mio commento andava riferito a entrambi i post sul Natale, in specie al gonfiarsi mediatico dei fatti di Rozzano.

A scanso di equivoci vorrei dire un paio di cose.

Da cattolico e (talora) insegnante mi interessa una scuola sanamente laica perché è garanzia di libertà per tutti.

Quando uso la parola bigotto intendo nel significato 1 del wikizionario e non mi crea particolari problemi quando apostrofano anche me così  perché il rischio di ridurre la fede a una abitudine o una tradizione è vivo anche per il sottoscritto (ottima occasione di esame di coscienza).

Non c’è nulla di male nello scaricare i figli a catechismo, ciò che non approvo è l’incoerenza di non accompagnarli a Messa, comportamento diffuso di molti genitori. Evidentemente gli stessi li portano agli allenamenti di calcio o rugby e gli fanno saltare la partita.

Non c’è nulla di male nemmeno nell’andare a messa in pelliccia e collier (mia madre usa entrambi, seppur datati e di valore non eccelso) ma c’è chi si presenta in chiesa solo la notte di Natale. La metafora indica ancora una volta chi è ancorato solo alla tradizione senza coglierne il senso.

Il Documento di base sempre attuale da più di 40 anni indica chiaramente in più passi che l’educazione alla fede è una questione di esperienza guidata da una intera comunità educante, che si interroga. Questo è ciò che vorrei per la chiesa in Italia oggi, vedo invece taluni aggrapparsi alle tradizioni brandendo statuine del presepe o canti religiosi come strumenti di discriminazione. Erano distratti, ma c’è tempo per rimediare.

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(immagine da wikimedia commons)

Revival

Ogni tanto uno si dimentica di avere cominciato un blog, ormai 5 anni fa e passa. Torna quel po’ di nostalgia che si prova quando si sfogliano i vecchi diari delle superiori con dentro foto, dediche e ritagli di giornale.

ftp_cable3Ma visto che il filo digitale è rimasto lì integro, nulla vieta di riprendere in mano il bandolo. e poi nella Blogosfera ci si confronta con tanta gente, a volte intelligente, a volte ignorante.

In 5 anni ho cambiato lavoro, casa, salutato un genitore e guadagnato un figlio splendido e un cane enorme.

Vediamo nei prossimi mesi cosa si riesce a postare

(immagine da wikipedia)

IDT del veneto

Da ormai una settimana   è attiva la nuova infrastruttura dati territoriali delle Regione Veneto, di cui sono andato alla presentazione il 21 febbraio

Complessivamente  stata una esperienza positiva, il grande afflusso di persone ha costretto a spostare il convegno dalla sala dell’archivio all’aula magna del palazzo del BO, davvero suggestiva.

Mi ha colpito l’introduzione del vicepresidente Zorzato, orgoglioso di sottolineare che (a quanto gli hanno riferito) il Veneto è stata la prima regione in Italia a liberalizzare l’informazione geografica.

Nel corso dell’intervento il tutto era incentrato sulla necessità di rispondere all’utente-cittadino e non limitarsi a fare qualcosa per gli addetti ai lavori….

Vuoi vedere che piano piano si fa strada la volontà politica di liberare i dati? Stiamo a vedere…
Regione del Veneto e l’Università degli Studi di Padova

Ehi biondo…

Ci sono giorni,  in cui  pensi agli amministratori e politici che si occupano di te, e pensi a quanti livelli ci sono dal consigliere comunale al parlamentare al ministro… tutta gente che ha fatto grande il nostro paese e lo ha reso quello che è adesso…

Ecco in un giorno come questo vorrei gridare il mio grazie con le parole del brutto:

Laguna blu….

Al convegno di ieri, diceva uno che se ne intende, che se cambiassimo in monetine la quantità di soldi pubblici usati per la laguna di venezia si potrebbe riempirla… eppure gran parte dei dati sono ancora chiusi nei cassetti.
Continuamo così, facciamoci del male