Le strane indicazioni geografiche di Pontoglio

arneseDa cartografo mi sorprendo sempre a leggere i fantasiosi cartelli che un po’ tutti i sindaci affiggono al confine del territorio comunale. Quello è il posto in cui bisognerebbe comunicare alle persone “stai entrando in un posto diverso da quello in cui stavi prima”, è una materializzazione di una unità amministrativa, una linea invisibile che cambia le cose tra di là e di qua, tra fuori e dentro, una risposta alla domanda dell’automobilista sperduto “dove sono?”. Non ho mai capito perché dovrebbero essere il modo migliore per veicolare un messaggio. Mi sfugge perché questo messaggio debba essere inviato a chi travalica il confine comunale (magari percorrendo la statale con tutt’altra meta) con una infelice confusione tra il codice della strada e la retorica della “piccola patria” (anzi minuscola). Forse la tradizione risale a viandanti medioevali dove effettivamente arrivare in paese significava cercare una sistemazione per la notte o per il futuro. Oggi sarebbe più sensato appendere queste e altre amene informazioni al navigatore GPS.

Riguardo al comune che si autodichiara “a cultura occidentale e profonda tradizione cristiana” ho letto e apprezzato la riflessione di Corlazzoli sul fattoquotidiano.it.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/21/pontoglio-sindaco-mal-educato/2321332/

(immagine di proprietà di MTV)

IDT del veneto

Da ormai una settimana   è attiva la nuova infrastruttura dati territoriali delle Regione Veneto, di cui sono andato alla presentazione il 21 febbraio

Complessivamente  stata una esperienza positiva, il grande afflusso di persone ha costretto a spostare il convegno dalla sala dell’archivio all’aula magna del palazzo del BO, davvero suggestiva.

Mi ha colpito l’introduzione del vicepresidente Zorzato, orgoglioso di sottolineare che (a quanto gli hanno riferito) il Veneto è stata la prima regione in Italia a liberalizzare l’informazione geografica.

Nel corso dell’intervento il tutto era incentrato sulla necessità di rispondere all’utente-cittadino e non limitarsi a fare qualcosa per gli addetti ai lavori….

Vuoi vedere che piano piano si fa strada la volontà politica di liberare i dati? Stiamo a vedere…
Regione del Veneto e l’Università degli Studi di Padova

Laguna blu….

Al convegno di ieri, diceva uno che se ne intende, che se cambiassimo in monetine la quantità di soldi pubblici usati per la laguna di venezia si potrebbe riempirla… eppure gran parte dei dati sono ancora chiusi nei cassetti.
Continuamo così, facciamoci del male

Smart cities prossime venture…

Oggi a Geo-Oikos, sviluppo e città sostenibili ho avuto modo di visitare lo stand di Unisky, spin off dello IUAV e ho conosciuto il prof. Di Prinzio.
Per ciò ho apprezzato molto la sua presentazione del 15 novembre che trovate sul blog di Michele Vianello
http://www.michelecamp.it/archives/1527

La geografia non abita più qui

Oggi un post di Nicola sul progetto ProCivibus mi ha fatto tornare in mente la fatica che c’è dietro la costruzione di una mappa.


Quello che si rischia di perdere traducendo tutto in byte è il legame della mappa con il territorio: c’è un’immagine che mi accompagna fin dall’esame di sociologia della comunicazione, l’impossibilità della mappa in scala reale.
E’ una citazione dei racconti brevi e straordinari di Borges e Cesares che ho preso da qui.

In quell’Impero, l’Arte della Cartografia aveva raggiunto una tal Perfezione che la Mappa di una sola Provincia occupava tutta una Città, la Mappa dell’Impero tutta una Provincia. Col tempo, queste Mappe Smisurate non soddisfecero più, e i Collegi di Cartografi tracciarono una Mappa dell’Impero che aveva la scala dell’Impero e coincideva puntualmente con esso. Meno Dedite allo Studio della Cartografia, le Generazioni Posteriori ritennero che quella vasta Mappa fosse inutile, e non senza Empietà l’abbandonarono alle Inclemenze del Sole e degli Inverni. Nei Deserti dell’Ovest restano sparse Rovine della Mappa, abitate da Animali e Mendicanti: in tutto il Paese non v’è altra reliquia delle Discipline Geografiche.

Mi ha sempre affascinato questa mappa colossale, tanto grande da risultare inutile, con lo stesso dettaglio della realtà, eppure finta, falsa, al punto da far ritenere a chi la guardava l’inutilità di tutta la scienza geografica…
Magari la prossima volta andrò ai mapping party di geograficamente

Il primo mattoncino


Anche voi giocavate con i mattoncini da costruzione da piccoli? Anche a voi è capitato che qualche Zio/Cugino/Parente aveva messo nel vostro cestone alcuni mattoncini non originali che sembravano ugali ma poi non stavano inseime con gli altri?
Bene. Credo che nella progettazione e costruzione di un SIT comunale sia importante fare in modo che i singoli componenti stiano insieme gli uni agli altri.
Questa è una proposta per il primo passaggio da fare: la geocodifica delle pratiche edilizie su base catastale.
Si prende in considerazion el’uso di GPE e Geomedia, prodotti diffusi in regione Veneto

Tim Berners-Lee on the next Web

Ogigrazie al blog spaziogis, sono arriavto anch’io ad ascoltare iltalk di tim Burners lee al TED2009 dove si parla di Linked Data.

E’ interessante la sensazione che ti viee ascoltandolo, non ti dici: “questo è un tizio fuori dal comune,  vive nel mondo dei sogni..” ma ti accorgi che “questo è il futuro e questo è quello che crea sviluppo, a patto che sappiamo cambiare il nostor modello di businnes…”

Siamo pronti per chieder i dati?

Tim Berners-Lee on the next Web – 20 Translation(s) | dotSUB.