Le strane indicazioni geografiche di Pontoglio

arneseDa cartografo mi sorprendo sempre a leggere i fantasiosi cartelli che un po’ tutti i sindaci affiggono al confine del territorio comunale. Quello è il posto in cui bisognerebbe comunicare alle persone “stai entrando in un posto diverso da quello in cui stavi prima”, è una materializzazione di una unità amministrativa, una linea invisibile che cambia le cose tra di là e di qua, tra fuori e dentro, una risposta alla domanda dell’automobilista sperduto “dove sono?”. Non ho mai capito perché dovrebbero essere il modo migliore per veicolare un messaggio. Mi sfugge perché questo messaggio debba essere inviato a chi travalica il confine comunale (magari percorrendo la statale con tutt’altra meta) con una infelice confusione tra il codice della strada e la retorica della “piccola patria” (anzi minuscola). Forse la tradizione risale a viandanti medioevali dove effettivamente arrivare in paese significava cercare una sistemazione per la notte o per il futuro. Oggi sarebbe più sensato appendere queste e altre amene informazioni al navigatore GPS.

Riguardo al comune che si autodichiara “a cultura occidentale e profonda tradizione cristiana” ho letto e apprezzato la riflessione di Corlazzoli sul fattoquotidiano.it.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/21/pontoglio-sindaco-mal-educato/2321332/

(immagine di proprietà di MTV)

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